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    Carbo vegetabilis

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    Carbo vegetabilis, Carbo ligni

    Etymology

    The English name carbon comes from the Latin carbo for coal and charcoal,[56] and from hence also comes the French charbon, meaning charcoal. In German, Dutch and Danish, the names for carbon are Kohlenstoff, koolstof and kulstof respectively, all literally meaning coal-substance.

     

    Source: Wikipedia

    Family

    Traditional name

    Italian: Carbone vegetale
    English: Vegetable Charcaol

    Used parts

    Trituration 1x.
    ( I employ the charcoal of birch wood; in some of the provings by others the charcoal of the red beech was used.
    Hahnemann CD)

    Classification

    Minerals; Inorganic; Column Four

    Keywords

    carbon-like

    Original proving

    It was proved by Hahnemann. Allen's Encyclop. Mat. Med. Vol. II, 565.

    Description of the substance

    A bluish - black, porous substance, having a peculiar glistening aspect and retaining minutely both the form and texture of the wood from which it was made. It is commonly prepared from selected birch or beach wood by heating at high temperatures. The product is washed free from mineral matter and dried. Charcoal has the property of absorbing gases and of condensing them within its porous mass. It is denser when obtained by pile - burning than when prepared in retorts. On continued exposure to gases it becomes saturated with them, but its absorbing powers are restored by heating it to redness out of contact with air.

    impure form of graphitic carbon (q.v.), obtained as a residue when carbonaceous material is partially burned, or heated with limited access of air. Coke, carbon black (qq.v.), and soot may be regarded as forms of charcoal; other forms often are designated by the name of the materials, such as wood, blood, bone, and so on, from which they are derived. Charcoal has been replaced by coke for reducing metal ores in blast furnaces and by natural gas as a source of carbon in making certain chemicals, but it is still employed in making black gunpowder and in case-hardening metals. Formerly, charcoal production from wood was an important source of acetone, methyl alcohol, and acetic acid, all of which are now produced from other raw materials. The use of special manufacturing techniques results in highly porous charcoals that have surface areas of 300-2,000 square metres per gram. These so-called active, or activated, charcoals are widely used to adsorb odorous or coloured substances from gases or liquids, as in the purification of drinking water, sugar, and many other products, in the recovery of solvents and other volatile materials, and in gas masks for the removal of toxic compounds from the air. They also are used as catalysts in making certain chemicals (e.g., phosgene, sulfuryl chloride) or as supports for other catalytic agents.

    (C), a nonmetallic chemical element in Group IVa of the periodic table. Although widely distributed in nature, carbon is not particularly plentiful (it makes up only about 0.025 percent of the Earth's crust); yet it forms more compounds than all the other elements combined. In 1961 the isotope carbon-12 was selected to replace oxygen as the standard relative to which the atomic weights of all the other elements are measured; carbon-14, which is radioactive, is the isotope used in radiocarbon dating and radiolabeling.




    l carbone vegetale è il prodotto della combustione incompleta del legno.

    Si ottiene mediante il riscaldamento del legno a più di 400 °C in assenza d'aria.

    A differenza della materia prima che lo compone, il carbone vegetale possiede un contenuto superiore di carbonio che lo rende un combustibile superiore e con maggiore potere calorico della legna. Inoltre, essendo il carbone vegetale un materiale inerte, difficilmente viene alterato dalle contingenze ambientali normali e tantomeno riceve l'attacco di funghi o insetti.
    Nel mondo in via di sviluppo esiste una grande insufficienza di combustibili.
    Mentre nei paesi cosidetti ricchi, il carbone vegetale viene utilizzato come un prodotto per il tempo libero, in quelli in via di sviluppo è principalmente un combustibile domestico e soprattutto un combustibile industriale, con utlizzi nelle applicazioni metallurgiche e chimiche. Per questi paesi, dove esiste una grande massa boschiva, esportare carbone vegetale può rivelarsi un'industria positiva.
    La valorizzazione degli ecosistemi mediante uno sviluppo equilibrato degli stessi è tra l'altro uno degli oneri che l'umanità contemporanea ha ereditato. Seguendo i metodi attualizzati di produzione, potrà ottenersi sia la preservazione dell'ambiente che quella delle masse forestali aumentando nel contempo le quantità prodotte.
    Fabbricare carbone vegetale producendo una determinata quantità annuale di tonnellate per ettaro boschivo, potenzierà le risorse forestali esistenti.

    Vi sono differenti modi di produrre carbone vegetale.

    Questa attività può essere divisa in varie fasi operative:

    - Coltivare il legname

    - Raccogliere il legname

    - Asciugare e preparare il legname da carbonizzare

    - Carbonizzare il legname per ottenere il carbone

    LA TERRA, quale barriera per evitare il contatto con l'ossigeno e isolare il legname da carbonizzare evitando così una grossa dispersione di calore, è il sistema più antico per produrre carbone. In questo caso vi sono due metodi principali per fare il carbone: semplificando, uno è quello di scavare una fossa, riempirla di legni e coprirla con terra. L'altro consiste nel formare un mucchio di legni sul suolo e coprirlo con terra. Sia il primo che il secondo metodo, consentono di produrre carbone vegetale di buona qualità.

    I FORNI DI MATTONI, costruiti e adoperati bene, costituiscono sicuramente uno dei metodi più efficaci per produrre carbone. Esistono molti modelli diversi di forni di mattoni. Tra i più diffusi troviamo il cosidetto "alveare brasiliano"ed il "mezza-arancia argentino". Entrambi prendono il nome dalla loro forma (un'alveare ed una mezza-arancia, rispettivamente).

    I FORNI METALLICI, constituiscono il terzo modo principale di fare carbone vegetale. Anche qui troviamo diverse versioni, potendosi utilizzare i comuni bidoni d'olio da 180 litri. Anche se presentano un elevato livello di praticità, in quanto possono essere facilmente trasportati, la produzione ottenible in questi ultimi è alquanto bassa. I forni metallici trasportabili cosidetti TPI sono construiti in acciao e per tanto richiedono di un investimento iniziale superiore incluso a quello necessario per costruire un forno di mattoni. Un altro svantaggio rispetto a questi ultimi è il non facile recupero di catrami, como invece può avvenire quando si utilizzano i forni construiti con mattoni.