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Lac caprinum

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The goat has long been used as a source of milk, cheese, mohair, and meat. Its skin has been valued as a source for leather. In China, Great Britain, Europe, and North America, the goat is primarily a milk producer. By good management its limited (six months per year) breeding season and the consequent difficulty of maintaining a level supply of milk throughout the year, can be overcome. The goat is especially adapted to small-scale production of milk for the family table; one or two goats supply sufficient milk for a family throughout the year and can be maintained economically in quarters where it would not be practical to keep a cow.


ITA
Zoologia
Al gen. Capra spettano tre specie di c. selvatiche diffuse sui monti dell'Eurasia e nell'Africa sett.: lo stambecco (Capra ibex), il markor o c. di Falconer (Capra falconeri) e l'egagro o c. del Bezoar (Capra aegagrus); secondo alcuni autori lo stambecco spagnolo costituirebbe una specie distinta (Capra pyrenaica). Tutti gli animali appartenenti a questi generi hanno mole media e corporatura massiccia, con zampe robuste, adatte alla vita rupicola. I maschi hanno il capo ornato da imponenti corna foggiate di solito a sciabola, molto più piccole nelle femmine. Il pelo é corto e nei maschi forma una barbetta sotto il mento. In particolare la c. selvatica dell'America Settentrionale, detta anche c. delle nevi o c. di montagna (Oreamnos americanus), é lunga 150-175 cm, con coda di ca. 15 cm, alta 1 m e del peso di 80-130 kg; ha folto e lungo manto, interamente candido, il capo lungo, gli occhi vicini all'inserzione delle corna; queste, a sezione rotonda e anellate verso la base, misurano sino a 30 cm nei maschi, mentre nelle femmine sono assai più corte. Vive nella parte sett. delle catene montuose degli Stati Uniti occid. e del Canada e in Alaska. Protetta dopo le forti cacce subite, sopravvive nei parchi nazionali del Montana e dello Stato di Washington (200 capi) e nelle Montagne Rocciose canadesi (ca. 2000 capi).

Zootecnia: allevamento
Le opinioni sull'origine della c. domestica sono piuttosto discordanti: le c. dell'Asia occid., dell'Africa e dell'Europa sembra derivino dall'egagro, le c. dell'Himalaya potrebbero invece avere come capostipite il markor. Si ritiene che al Mesolitico, di tale periodo infatti sono venute alla luce resti fossili di c., risalga l'addomesticazione di questo animale. Gli Egiziani adoravano la c., i Romani l'allevavano e di essa tramandarono notizie Ovidio, Catullo, Plinio. La c. domestica generalmente ha corpo allungato per quanto non manchino razze brevilinee. La testa ha profilo rettilineo con corna di sezione triangolare e di forma diversa; le orecchie possono essere corte e diritte oppure grandi, larghe e cadenti. Il collo é lungo e sottile, specialmente nelle razze più pregiate: la parte antero-posteriore presenta due appendici cutanee ricoperte di peli (lacinie o barbazzali). La pelle è sottile e fornita di molte ghiandole il cui secreto emana odore caratteristico; i peli sono ruvidi e fitti, di lunghezza variabile a seconda della razza; mantello di colore uniforme (bianco, nero, biondo, grigio) o variamente pezzato. Le femmine hanno due mammelle separate da un profondo solco mediano e sono idonee alla riproduzione a un anno ca. di età (i maschi qualche mese più tardi); la durata media della gestazione è di ca. 5 mesi; i parti gemellari sono piuttosto frequenti.
La c., animale rustico e robusto, si adatta a vivere anche in zone selvagge, semideserte; infatti é poco esigente per quanto riguarda l'alimentazione potendosi nutrire di erbe magre e asciutte, di foglie secche e di cortecce.

Zootecnia: caratteristiche della capra domestica
Abitualmente si pratica l'allevamento brado, in cui le c. vivono tutto l'anno all'aperto alimentandosi di risorse spontanee; questo tipo di allevamento é quello che meglio si adatta a questo animale ed é molto diffuso in Africa, Asia ed Europa merid. (Spagna, Italia e Grecia).
Talvolta, per impedire che si procurino inevitabili danni alle coltivazioni, si usa il cosiddetto sistema del picchetto: la c. viene legata con una lunga corda a un palo in modo da costringerla a muoversi entro uno spazio ristretto. Altro sistema ampiamente diffuso, che permette di ottenere una produzione molto elevata, é l'allevamento intensivo praticato al chiuso, in stalla, in cui l'alimentazione é fornita alla mangiatoia e generalmente vengono somministrate razioni di alimenti concentrati.
La c. viene allevata principalmente per la produzione di latte, secondariamente per la carne (quella dei capretti è molto saporita e tenera), la lana e le pelli.

Il latte infatti, dotato di elevato valore nutritivo e di facile digeribilità, viene particolarmente utilizzato nelle diete dei bambini, dei vecchi e degli ammalati; serve inoltre per la produzione di burro e soprattutto dei caprini, formaggi molto apprezzati. Anche il letame infine ha un buon mercato, essendo utile per la concimazione di vigne, frutteti e orti.
La sua composizione chimica risulta essere dell'8,2% di azoto, del 2,8% di anidride fosforica e dal 2,8% all'8% di potassio.

Le principali malattie che colpiscono la c. sono: carbonchio ematico, afta epizootica, enterotossiemia, tetano, brucellosi, pseudotubercolosi, aborto salmonellare, vaiolo, strongilosi, cenurosi, coccidiosi ecc.

Zootecnia: le razze
Le razze della c. domestica sono numerosissime in tutta l'area di distribuzione originaria (nelle Americhe e in Australia si allevano c. importate dal Vecchio Mondo). Nell'Italia sett., come in Svizzera e nella Savoia, é molto diffusa la razza alpina, dalla quale sarebbero derivate le varietàallevate sugli Appennini. Nelle regioni di confine tra Francia e Spagna vi è la c. dei Pirenei, apprezzata anche per il pelo. Assai prolifica é la c. della Murcia della Spagna di SE. In Africa si trovano la c. della Nubia e la c. nana (40 cm alla spalla e 25 kg di peso); in Asia la c. d'Angora e la c. del Kashmir, il cui morbido sottovello viene usato per ottenere filati (cachemire) pregiati.