Substances & Homeopatic Remedies

Lac equinum

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lac equinuum - equus caballus

Etymology

Family

Traditional name

Used parts

trituration of the substance

(from an Appaloosa)

Classification

Animalia; Chordata / Vertebrata - Vertebrates; Mammalia - Mammals; Perissodactyla - Uneven-toed Ungulates

Keywords

Original proving

Nancy Herrick, U.S.A.

Description of the substance

The horse (Equus caballus, sometimes seen as a subspecies of the Wild Horse, Equus ferus caballus) is a large odd-toed ungulate mammal, one of ten modern species of the genus Equus. Horses first evolved in the Americas, but went extinct there until reintroduced by Europeans. Horses have long been among the most economically important domesticated animals and are prominent in religion and mythology. The horse has played an important role as transportation, as a source of food, fuel, and clothing, and as a weapon. While isolated domestication may have occurred as early as 10,000 years ago, the first clear evidence dates to c. 5000 BC, and becomes widespread only after 2000 BC. Selective breeding since that time has produced numerous breeds. Some have been bred so that they can be ridden, usually with a saddle, while other breeds can be harnessed to pull objects like carriages or plows. In some societies, horses are a source of food, both meat and milk; in others it is taboo to consume them. In industrialized countries horses are predominantly kept for leisure and sporting pursuits, while they are still used as working animals in many other parts of the world.

 

Horses are prey animals with a well-developed fight-or-flight instinct. Their first response to threat is to flee, although they are known to stand their ground and defend themselves or their offspring in cases where flight is not possible, such as when a foal would be threatened. Through selective breeding, some breeds of horses have been bred to be quite docile, particularly certain large draft horses. However, most light horse riding breeds were developed for speed, agility, alertness and endurance; natural qualities that extend from their wild ancestors.

 

Horses are herd animals, and become very attached to their species and to humans. They communicate in various ways, such as nickering, grooming, and body language. Many horses will become flighty and hard to manage if they are away from their herd. This is called being "herd-bound". However, through proper training, it is possible to teach any horse to be comfortable away from the herd.

 

 

ITA

I numerosi resti fossili rinvenuti in America, Europa, Asia e Africa offrono preziose informazioni sull’origine del cavallo. Secondo alcuni autori sarebbe comparso prima nell’America Settentrionale e di qui sarebbe passato in Asia e poi in Europa. L’Eohippus dell’Eocene inferiore dell’America è forse la forma più antica e si può considerare come il progenitore dei c. americani. Aveva dimensioni ridotte (poco superiori a quelle della volpe) e l’arto anteriore fornito di 4 dita con il terzo già marcatamente più sviluppato degli altri. Dall’Eohippus si passò attraverso forme diverse all’Equus caballus fossilis estinto in America, dove il c. è stato poi reimportato dagli Spagnoli, ma emigrato in Europa dove gradatamente assunse le forme attuali. Resti delle dita scomparse sarebbero la castagna (placca cornea in corrispondenza dell’avambraccio) e lo sperone (placca cornea in corrispondenza del nodello). Con la scomparsa delle dita laterali, il dito medio sopporta tutto il peso del corpo e l’animale raggiunge il massimo rendimento in velocità. Durante questa evoluzione, dovuta probabilmente all’adattamento a sempre nuove necessità ambientali, si osserva anche una modificazione della tavola dentaria e della forma dei denti (dentatura da erbivoro). Numerosi sono i reperti fossili del gen. Equus rinvenuti in Europa e in Asia nelle stratificazioni quaternarie. Sono in genere forme primitive monodattili dalle quali sarebbero derivati diversi tipi come l’Equus caballus robustus o delle steppe, l’Equus caballus pumpellii o del deserto e l’Equus caballus nehrighi, ritenuto l’antenato del pony inglese. Attualmente il c. è presente allo stato selvaggio solo con una forma asiatica, il c. di Przewalski (Equus caballus przewalskii), che però non è stato capostipite dei c. domestici, derivanti probabilmente da una sottospecie affine, il tarpan, ora estinta. Il c. di Przewalski, scoperto in Asia centr. nel 1879, ha complessione robusta, statura piuttosto piccola, testa massiccia, orecchie piccole e porta una vistosa criniera di folti crini, sempre eretti e mai ricadenti come nelle razze domestiche. Il manto è di color giallastro o giallo rossastro più o meno chiaro, con una banda dorsale; la criniera, la folta coda e le estremità degli arti nere. Oggi è molto raro, sia per la caccia sia per il disturbo arrecato ai branchi dagli animali domestici, e vive in una ristretta area dell’Asia centr. sugli Altaj, nella Mongolia occid. e nella Zungaria. Allo stato semiselvaggio, si trova, nell’America Settentrionale e nelle pampas, il mustang.

 

ZOOTECNIA

Il c. domestico è in genere un animale di grossa taglia, variabile sensibilmente a seconda delle razze, pur mantenendo proporzioni costanti. La testa è magra e allungata con occhi grandi e vivaci, orecchie appuntite e mobili; il collo è lungo, compresso in senso trasversale, provvisto di criniera sul margine superiore; il tronco è nell’insieme breve e rotondeggiante con petto ampio e ventre moderatamente sviluppato; la coda è munita di crini per tutta la sua lunghezza e termina con un ciuffo; gli arti lunghi, ben modellati e robusti, poggiano su un solo dito la cui estremità è munita di zoccolo arrotondato. Il mantello ha pelo solitamente liscio e di colore variabile; la formula dentaria definitiva comprende 20 denti per ogni mascella (6 incisivi, 2 canini, 6 premolari e 6 molari); nella femmina normalmente mancano i canini. Sia il maschio sia la femmina sono idonei alla riproduzione all’età di 2-3 anni; mentre il primo è sempre disponibile all’accoppiamento, la femmina lo è solamente nel periodo del calore che coincide, in genere, con i mesi di marzo, aprile, maggio e giugno. La durata della gravidanza varia da 331 a 365 giorni. Non si può dire con precisione in quale epoca il c. sia stato addomesticato dall’uomo, ma è certo che sin dai tempi più remoti le genti dell’Asia centr. si servivano del c. e che probabilmente l’impiego di questo animale si è diffuso dal continente asiatico a quello africano e in Europa. L’allevamento del c. richiede particolari cure sin dai primi istanti di vita. Appena nato, il puledro viene allattato dalla madre e in genere solo dopo circa 8 settimane si alternano al latte materno piccole quantità di avena e gradatamente anche di crusca. Talora lo svezzamento, che deve sempre essere graduale, viene iniziato già dopo 5 settimane. I principali metodi di allevamento del c. sono: brado, stallino e semibrado. Il primo è diffuso specialmente nei Paesi che hanno vaste aree pianeggianti e climi adatti, come p. es. gli Stati Uniti: consiste nel lasciare gli animali completamente liberi senza preoccuparsi neppure della riproduzione. L’allevamento stallino è caratterizzato dal tenere le bestie entro ricoveri e stalle: è generalmente riservato ai c. da tiro pesante; in Italia è tipico delle campagne a coltura intensiva come quelle della Lombardia, del Veneto, del Piemonte e della Toscana. Quello semibrado o misto consiste nel tenere gli animali nei ricoveri o scuderie durante l’inverno, lasciandoli nella bella stagione liberi al pascolo entro zone recintate; è il metodo più adatto per i c. purosangue o mezzosangue. Secondo lo scopo per cui vengono allevati, i c. hanno esigenze specifiche e richiedono cure particolari; i c. da competizione per il salto degli ostacoli vengono p. es. tenuti nelle scuderie solo di notte e si abituano anche ai rigori invernali, mentre quelli da caccia vengono tenuti all’aperto d’estate e rinchiusi nelle scuderie d’inverno. In generale comunque la maggior parte dei c., anche se tenuta al coperto, ha bisogno ogni giorno di alcune ore di pascolo. L’alimentazione è rappresentata generalmente da avena addizionata a crusca, paglia e fieno; i mangimi concentrati contenenti sostanze minerali e vitamine utili allo sviluppo dell’animale vanno sempre alternati al fieno; indispensabile è la costante disponibilità di acqua fresca. Per quanto riguarda i purosangue, il loro allevamento richiede lo studio e la conoscenza approfonditi delle razze e dei loro ascendenti. Particolari cure vengono quindi rivolte alle fattrici e ai puledrini. Per quanto concerne l’ammansimento e l’addestramento, essi devono essere iniziati sin dai primi mesi di vita e richiedono molta pazienza, dolcezza e cure infinite se si vuole ottenere un buon c. adatto allo scopo per cui viene allevato. Anche per l’allenamento si devono osservare norme particolari, specie per i c. destinati allo sport. Le principali malattie che possono colpire i c. sono l’adenite equina, l’anemia infettiva, la morva, le malattie di tipo influenzale, il morbo coitale maligno.

 

CLASSIFICAZIONE

La classificazione maggiormente seguita è quella morfologico-funzionale basata sul rapporto fra i diametri longitudinali e trasversali. Si distinguono quindi i tipi dolicomorfo, mesomorfo e brachimorfo. Nelle razze dolicomorfe si ha la prevalenza dei diametri longitudinali: sono animali dall’andatura veloce e temperamento vivace, forme eleganti e alto grado di consanguineità; appartengono a questo gruppo i c. da corsa e da tiro leggero (purosangue arabo, purosangue inglese, maremmano, salernitano, della Calabria e della Puglia, siciliano, sardo, lipizzano, trottatore americano, criollo, ecc.). Le razze mesomorfe presentano equilibrio dei diametri longitudinali e trasversali. Comprendono animali per lo più di origine meticcia con forme armoniche e arti robusti: in essi esiste un certo equilibrio fra velocità di andatura e potenza; vi appartengono i c. utilizzati per l’agricoltura, il tiro di veicoli leggeri, ecc. (hunter, hackney, anglo-normanno, avelignese, pony, ecc.). Le razze brachimorfe hanno prevalenza dei diametri trasversali; hanno temperamento calmo, presentano notevole sviluppo delle masse muscolari, grande mole ed elevata contrazione muscolare; vi appartengono i c. utilizzati nell’agricoltura, nel traino di veicoli pesanti, ecc. (belga, bretone, percheron, boulonnais, shire-horse, clydesdale, suffolk e norico).