Substances & Homeopatic Remedies

Lachesis mutus

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Many stories about this mysterious snake tell of its singular meanness. The consensus of herpetologists is that bushmaster aggression has been greatly over exaggerated.
 
While the Bushmaster will attack many animals (sometimes much larger than themselves), they generally do not attack humans.  In reality, the snake is quite shy and will flee humans to avoid conflict.  
A Dr Greene tells the story of how he was deep in the jungle searching for Bushmaster specimens to study, when he accidentally stepped on one.  It took off like a gunshot through the thick brush. Scientific field-studies have proven that these snakes typically steer clear of all human activity and will only strike when cornered, or if someone threatens their young.

There is the Brazilian folk-tale of how the Bushmaster can put out fires. No one knows how exactly, but it is widely known that they are attracted by fires, and forest-men are so much in fear of them that they never keep their fires alight at night, as the snakes will coil up in the smouldering ashes. When clearings are burnt for planting, several of these snakes may afterwards be found burnt to death.

There is some unverified speculation that Lachesis whispers or whines' 'cucucucucucu' while sleeping, (hence its folkname Surucucu). Some natives insist that the snake can successfully imitate the calls of local birds.

The snakes are also widely known for their 'drunkenness'.  It is said that when alcohol could not be found they would content themselves with milk obtained by suckling from the udders of cows, goats or sheep.  Legend has it that they will also suckle from sleeping lactating women, but will first stick the tip of their tail in the infants mouth so as not to wake it.

Another folk-tale tells of increasing one's medical knowledge by eating the flesh of the freshly boiled snake.  

A popular cure for leprosy was to take the snake, skin it, then bury its body until full of maggots.  The remains were then dried, covered with honey and applied to the leprous lesions.  Another cure for leprosy was to drink wine in which a snake had drowned and thereby acquire a new skin.   

Wrapping a snake's head in Cannabis leaves would give strength to a man and fidelity to a woman.  Rubbing a cow's udder with the snake's grease would protect the cow from the spells of witches.  A bracelet of snake-bones was used to prevent fatigued limbs from swelling.


ITA
I serpenti da sempre sono stati considerati degli animali particolari, che potevano incutere paura o un certo fascino, come a dire si poteva andare nei loro confronti da un estremo all'altro, come se ci fossero delle opinioni alternanti nel loro giudizio.

Certo è che hanno rivestito ruoli significativi in vari campi di cultura dal medico scientifico, religioso, mitologico (Medusa) dall'essere rappresentati come effige su monete antiche all'essere venerati come dei nelle religioni politeistiche.

Classica è la raffigurazione del simbolo medico il Cobra attorcigliato di Esculapio ( nell'antica medicina greca si credeva che il Serpente  incarnasse sulla Terra il Dio della medicina di Esculapio).

In ambito raffigurativo religioso sono varie le immagini che vengono date dei serpenti, come la Vergine Maria insedi il capo della Vipera, oppure le tentazioni inferte dal Serpente nei confronti di Eva, in questo caso c'è  un doppio messaggio emblematico, il Serpente che inganna e tenta, sotto sembianze diverse a rappresentare il malefico (Il Diavolo). Infatti sempre questo rettile viene visto come un maleficio, vi sono per alcuni riti satanici dove vengono impiegati appunto i serpenti.

Il Serpente viene detto sia malefico non solo emblematicamente ma anche nel vero senso della parole, è colui che avvelena, poiché si sa che svariate specie hanno la proprietà di produrre veleni con alta tossicità che porta in molti casi alla morte, ma fortunatamente rispetto alla popolazione complessiva di questi animali, rappresentano solo il 15%.

Il fatto che questi animali siano effettivamente diversi dagli altri è perché per esempio strisciano al suolo, avendo perso nei millenni i loro arti un tempo presenti, ancora oggi si possono osservare alcuni di questi animali che presentano dei retaggi ancestrali di arti. Si ricorda che derivano dai Sauri, e che le loro varie modificazioni fisiche si sono manifestate per fare in modo che potessero sopravvivere, sia come sistema difensivo, che come difese alimentari e di termo regolazioni, tutto questo ha reso possibile il perpetuarsi di questa specie, e se vogliamo aggiungere qualcosa di positivo nei loro confronti, visto che comunque si tende a metterli in genere sotto una cattiva luce, i serpenti sono degli ottimi cacciatori di topi,e questo potrebbe tornare a nostro vantaggio, ovviamente possono mangiare di tutto, anche degli agnelli interi. Se da un lato possono suscitare in alcuni di noi un certo fastidio, dall'altra parte è innegabile riconoscere il loro fascino che viene esibito con i loro splendidi colori, questo sicuramente farà parte del loro lato seduttivo. Questa seduttività verrà abbinata ad una tonalità di negatività rappresentata dallo strisciare che viene  ripreso come simbolismo  del rimedio come di qualcosa d'infido e di abbietto.


 Ritengo che sia importante prima di affrontare il discorso sul loro uso terapeutico omeopatico spendere alcune parole sulle caratteristiche sia fisiche che ambientali comuni al gruppo.

Abbiamo ricordato l'assenza degli arti che li obbliga allo strisciamento o sul suolo, o sugli alberi o in acqua. Il movimento si ottiene grazie alla contrattilità della loro muscolatura. Il fatto di avere un corpo allungato e di dover strisciare potrebbe risultare un fattore invalidante per questi animali, e di conseguenza hanno sviluppato delle tecniche di offesa e di difesa come la presenza del veleno, lo scatto, sono animali velocissimi,le mandibole non saldate che gli consentono un'apertura buccale impensabile.
La superficie corporea è costituita da scaglie che devono essere molto elastiche e questo è un parametro per identificare il loro stato d'idratazione, simile a quello del cane e del gatto. L'occhio del serpente in genere sono sempre limpidi, eccezion fatta per i processi flogistici, la loro pupilla può essere rotonda o verticale, questo molte volte è in relazione al loro tipo di vita, quelli che hanno la pupilla a fessura cacciano di notte, quelli a pupilla rotonda lo fanno di giorno.
Il loro corpo presenta una forma arrotondata e tubiforme, questo rappresenterà un handicap per la loro alimentazione, infatti riescono a prendere e ingoiare grosse prede sottoponendo il loro corpo a movimenti di dilatazione inauditi, per poi rimanere svariati giorni a digerire la preda.
I rettili non hanno una membrana timpanica, ma sono dotati di un orecchio interno che gli favorisce il riflesso del raddrizzamento, sono dotati dell'organo di Jacobson, situato nelle cavità nasali che gli consente di percepire gli odori, inoltre l'esplorazione dell'esterno viene completata dai continui movimenti della loro lingua,dotata anch'essa di sensori, ed infine alcuni rettili, come le famiglie dei Boidae e quelle dei Crotalidae presentano delle fossette termosensibili, situate nell' osso mascellare, queste sono fondamentali gli consentono di  trovare le loro prede a sangue caldo anche nell'oscurità ed in più presentano sensibilità alle radiazioni infrarosse.

 Nel terzo craniale del loro corpo si trovano topograficamente: l'esofago, la trachea e il cuore; nel terzo medio:I polmoni, il fegato, lo stomaco e la porzione craniale del sacco aereo; nel terzo caudale,il loro scheletro è costituito in prevalenza da costole che possono raggiungere un numero di 400, queste non sono dotate di movimenti propri ma il tutto viene effettuato dall'imponente muscolatura.  
 Dal punto di vista riproduttivo possono essere: ovipari, ovovivipari, vivipari. Il numero delle uova prodotte varia da 2 a 100.
Come habitat ne abbiamo diversi, quelli d'interesse omeopatico sono più o meno terricoli, ma possono essere arboricoli o acquatici.

Sono animali ectodermi, nel senso che variano la loro temperatura rispetto all'ambiente, però tutti i rettili hanno una temperatura di preferenza che varia da specie a specie, per esempio quelli tropicali hanno un range termico che oscilla tra i 23° e i 30°, in questo modo le loro attività digestive si effettuano in modo ottimale, temperature al di sopra o al di sotto di questi valori sono deleterie per loro, perché innescano dei fattori che vanno a svantaggio della loro digestione causando la putrefazione del cibo ingerito, con forti pericoli d'intossicazione e poi alla fine il rettile entrerà in anoressia, che è una delle patologie più frequenti.
Se un rettile viene esposto ad una temperatura molto bassa avrà la possibilità d'innescare il processo dell'ibernazione che gli consentirà di rallentare al minimo il suo metabolismo basale e continuare a vivere, ovviamente l'esposizione a temperature molto elevate fa scattare quel processo che viene chiamato di estivazione, vale a dire di una forma stuporosa che se continuasse a salire porterebbe a morte l'animale.
Per esempio l'esposizione a 38° e mezzo porta a morte il soggetto in pochi minuti, e questo può essere interessante da valutare anche nell'azione del rimedio, anche se questo è legato all'azione del veleno è comunque una parte dell'animale che porta con se una memoria, il rimedio non sopporta il caldo e aggrava al caldo.

Un' altra analogia che ho trovato interessante tra la vita di questi animali e un confronto con il rimedio è data dal difficile adattamento al cambio di vita: nel caso del rettile si parlerà della cattività. Il mal adattamento alla cattività, alle volte porta i serpenti  al punto di non alimentarsi più ed ad arrivare alla vera e propria anoressia.
Dall'altra parte nel comportamento del rimedio si noterà una continua ricerca di cambiamento.
Rimanendo nell'ambito comportamentale potremo riscontrare problematiche a riguardo della maternità o nel rapporto madre e prole.
E' fondamentale tenere a mente che il rettile nasce già in grado di procacciarsi l'alimento per conto suo (differenza molto importante per differenziarlo dai mammiferi e quindi dai vari rimedi connessi), ciò lo rende da subito autonomo ma anche adulto prima del tempo, infatti questi animali quando vengono al mondo hanno le stesse fattezze dell'animale adulto, solo di taglia più piccola, quindi si potrebbe affermare il fatto che non godono di un periodo di giovinezza, nascono già vecchi.
I serpenti presentano un'ambivalenza, difficilmente vivono in gruppi vasti come fanno per esempio i pesci.
Sono molto controllati e ricercano il dominio con il controllo dell'ambiente.

Ritornando ai  problemi riferiti all'alimentazione o con il rapporto con il cibo troveremo molti sintomi nelle patogenesie dei vari rimedi dei serpenti connessi con questi disturbi con un' alternanza del sintomo dall'anoressia alla bulimia:per esempio Lachesis presenta alla sezione dello stomaco 8 sintomi di bulimia 5 di anoressia anche legati dal freddo, Naja naja ne ha uno di bulimia,Crtothalus h. ne ha 4 per la bulimia e 2 per l'anoressia, Elaps 3 per la bulimia e 1 per l'anoressia ed infine Cenchris 1 per l'anoressia.
Già da questo s'incomincia ad intravedere come il rimedio ricalchi quello che l'animale rappresenta.

Quindi la mancanza di appetito risulta essere da una parte un problema ricorrente nel rettile e ritornerà a vari gradi anche nella patogenesi dei vari rimedi prelevati dai loro veleni, inoltre si dovrà tenere in considerazione anche l'effetto opposto vale a dire la builimia che nel serpente è molto rappresentata, quindi in linea generale sarà corretto alla luce di quanto detto parlare di alternanza di questo sintomo.

Ritornando alle problematiche fisiche del rettile è interessante notare come in linea generale sia molto sensibile per esempio all'anestesia per inalazione o al  bloccaggio della zona tracheale, la spiegazione è data dal fatto che la trachea sia nei sauri che negli ofidi è costituita da anelli cartilaginei incompleti a forma di "c", per cui sono molto sensibili e possono collassare con facilità, inoltre in tutti i rettili la glottide rimane chiusa in condizione di riposo (il contrario avviene nei vertebrati), viene aperta dalla contrazione dei muscoli intraparietali ed in questo modo sono soggetti a periodi di apnea, questo ovviamente in corso d'intubazione, che però può risultare interessante fare un'analogia con il senso di soffocamento che i rimedi dei serpenti avvertono per esempio durante la notte dormendo o nella fase del risveglio (si può considerare il sonno come un'anestesia fisiologica), oppure nell'insopportabilità di tutto ciò che può stringere la gola (collari, finimenti in genere per gli animali, cravatte, colletti stretti, collane, per le persone). Se prendiamo i sintomi di apnea per Lachesis ne ritroviamo circa 8, Naja n. ne ha 1, Crt h. ne ha 2 di cui uno al 3° con costrizione, Elaps ne ha 3 di cui uno al 3° durante il sonno.

Ritornando alle patologie degli ofidi, dopo l'anoressia abbiamo il rigurgito che può essere provocato da molte cause, non ultima la presenza di parassiti, nei rimedi alla sezione stomaco troviamo molti sintomi di vomito:Lachesis ne ha ben 46 di cui uno provocato da vermi, insieme a Vipera, Naja n. ne ha 2, Crot.h. ne ha 47,Crot.c. ne ha 7, Cenchris ne ha 4, Botrops ne ha 4, Elaps ne ha 15, quindi come si può notare l'ambiente gastrico è molto delicato sia in natura che nel rimedio.

Altra similitudine può essere fatta per il distretto cutaneo:una pelle che non protegge,poco elastica,che sta quasi stretta.La pelle del rettile è anaelastica e viene periodicamente cambiata tutta con molta difficoltà, infatti il serpente per compiere quest'operazione impiega del tempo e con numerosi movimenti del suo corpo si riuscirà a liberarsi della vecchia pelle, assumendo ad ogni cambio un aspetto più bello. Inoltre i rimedi dei serpenti fanno numerosi sintomi a carico della pelle.



Oltre alle similitudini di comportamento dell'animale che si ripercuotono sul rimedio, abbiamo ovviamente le similitudine dell'azione tossica del loro veleno.

Infatti come si è parlato dei principi tossici attivi delle piante analogamente si deve fare lo stesso per gli animali velenosi, come possono essere i rettili e come lo saranno gli insetti e i ragni o i parassiti.

Il veleno prodotto dagli ofidi presenta delle caratteristiche comuni. Viene considerato tra le sostanze tossiche quella più complicata sia per la composizione che per la modalità di azione, tra queste sostanze quella forse più complessa sembra risultare il veleno della Vipera, come viene messo in evidenza da un lavoro redatto da un "equipe" di medici veterinari, che riportarono la loro esperienza su un articolo sulla "Scienza Veterinaria, Agosto-Settembre 83'.

Ritornando alla composizione della sostanza si mettono in evidenza tossine, enzimi e complessi vari a basso peso molecolare. Tra i vari enzimi ricordiamo la Fosfolipasi A che provoca il danneggiamento della membrana dei mitocondri e che quindi in questo modo vengono inibite tutte le funzioni metaboliche ed energetiche della cellula.
La yaluronidasi responsabile dell'edema e del turgore nel punto d'inoculo, l-arginino esterasi responsabili dell'effetto emocoagulativo e dell'attivazione della bradichinina responsabile dell'effetto ipotensivo, l'azione anticoagulante viene attuata dalle proteasi che oltre ad agire sulla cascata del processo della coagulazione hanno un effetto necrotizzante, oltre a queste sostanze abbiamo le tossine: neurotossine responsabili degli effetti sul sistema nervoso centrale, cardiotossine, tossine che agiscono al livello respiratorio, gastro intestinale, uro genitale, quindi il quadro dell'intossicazione toccherà tutti i distretti organici.
Si possono raggruppare i serpenti anche in base alla loro azione tossica in riferimento al veleno: quelli appartenenti alla famiglia degli Elapidi presentano più un' azione neurotossica, nei Crotalini c'è una prevalenza dell'azione emotossica.
La pericolosità del serpente è da mettere in relazione sia alla sua costituzione fisica che all'azione letale del suo veleno e al rapporto della percentuale di veleno che può inoculare e alle sue modalità di morso. Tutte queste differenze sono molto utili per rendersi conto anche delle modalità di combattimento e di ferocia di questi animali, per esempio: gli Elapidi presentano nella loro bocca dei denti corti e fissi questo potrà acconsentire nell'atto del morso l'inoculazione di una piccola percentuale di veleno che in questo caso sarà potentissimo. I Crotalidi dispongono di vere e proprie zanne che presentano una mobilità a bocca chiusa, i denti si possono ripiegare all'indietro. Al momento del morso di questi serpenti (Lachesis), si potrà assistere sia alla lesione violenta data dai denti che lacereranno le carni che all'inoculazione di un forte quantitativo di veleno visto la grandezza del soggetto. Questo renderà per es. un Lachesis o un Bothrops molto più aggressivi e violenti rispetto agli Elapidi.