Substances & Homeopatic Remedies

Plumbum metallicum

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Lead stores in the bone tissue. If you could see only that part of a person where lead was, you’d see – a skeleton. Saturn-Chronos as ‘old Father Time’ was traditionally a skeletal figure. It takes about thirty years to flush out bone lead, so it’s a fairly permanent affair. However one should not view this with ‘leaden-eyed despair.’ No other metal tends so much to form insoluble compounds. It is a heavy, dark, sluggish metal, and of the seven it is the slowest conductor of electricity and the least lustrous or resonant.

Lead exists as a boundary or limit of heaviness. To see this we need to look at the Periodic Table of elements, and there we notice that the elements above lead are radioactive, i.e. they are too heavy to remain stable. They decay, until they reach lead, then they stop. So various lead isotopes can be present in a rock, that are the end-products of radioactive decay. Broadly speaking, the more of these isotopes there are, the older the rock is likely to be. Scientists measure age by lead! They may take a ratio of uranium to lead, and from this proportion they will infer billions of years of age. This indicates Saturn’s connection with Time, though whether such inferred eons of ‘lead time’ are real or illusory is another matter. When scientists looked at the moon rock, the most distinctive ‘fingerprint’ they found was that of the lead-isotopes, from which they inferred its enormous age.

The Saturn-archetype is associated with the notion of a boundary or limit, which reminds us of this lead-property. Also, Saturn holds an hourglass: use of lead in paint is now banned, but no other white paint can last through the years like a lead-based paint. But, lead paint is still used for painting the yellow lines along the kerbside (lead chromate). Only a lead paint is tough enough! Here the lead sternly prohibits one from parking, over certain limited hours, which seems Saturnine enough. The planet Saturn displays a strong vertical axis, with its magnetic and rotation axes coinciding within one degree, and at a right angle to these are the rings, exactly level and circular. A plumb-line holds the vertical, lead’s earliest use (plumbum, lead Latin). Saturn’s gravitas is sometimes required to hold one’s balance in life.




Nella tradizione alchemica medievale i sette metalli principali, oro, argento, mercurio, ferro, rame, stagno, piombo venivano associati ai sette pianeti della cosmologia dell’epoca: Sole, Luna, Mercurio, Marte, Venere, Giove, Saturno.

La più antica fonte a noi nota di questa tradizione è il Trattato attribuito ad Ermete e diffuso a partire dal XII secolo, i Secreta Hermetis. La Pereira lo cita nel suo libro:

"I segreti alchemici sono inseriti in un contesto astrologico, ed il testo inizia affermando: "i pianeti sono sette e tutte le cose inferiori sono governate dal loro movimento e recano l'impronta della loro natura, in modo più o meno evidente". Ciascuno dei pianeti governa uno dei sette metalli, e così ad esempio il piombo "dai filosofi è chiamato Saturno, poiché riceve da quel pianeta la sua natura". I collegamenti sono quelli definitivi: argento vivo-Mercurio; stagno-Giove; ferro-Marte; oro-Sole; argento-Luna; rame-Venere. […] Secondo il trattato ermetico le proprietà dei metalli dipendono dalla gradazione delle qualità elementari, interne ed occulte, da cui derivano carattere e intensità di quelle esterne percepibili da esse prodotte: per esempio, il piombo si offre alla percezione sensibile con le sue caratteristiche di freddezza, opacità, pesantezza, duttilità, perché è freddo al terzo grado e umido al secondo […] del piombo si dice anche che è bianco al terzo grado e fisso al secondo" (4)



"Nella tradizione il piombo era simbolo della pesantezza e dell’individualità. ‘Metallo pesante tradizionalmente attribuito al dio separatore Saturno (la delimitazione). È così che per la trasmutazione del piombo in oro, gli alchimisti cercavano simbolicamente di distaccarsi dalle limitazioni individuali per raggiungere i valori collettivi e universali.’ Secondo Paracelso il piombo sarebbe l’acqua di tutti i metalli… ‘Se gli alchimisti conoscessero ciò che contiene Saturno abbandonerebbero qualsiasi altra sostanza per lavorare su di lui.’ Simbolizzerebbe la materia, in quanto impregnata di forza spirituale, e la possibilità della trasmutazione da una sostanza ad un'altra, così come dalle proprietà della materia a quelle dello spirito. Il piombo simbolizza la base di partenza per una evoluzione ascendente." (2)

Zolla definisce il  piombo come:
"il metallo del freddo Saturno, dio della sapienza che riduce in pietra il cuore. Ma in pietra non di malvagità, anzi in pietra filosofale, cioè filosofia […] Il carattere saturnino deve, per sfuggire alla terribilità del segno, diventare sacerdotale. Se il malinconico non supera le apparenze materiali calerà nelle tenebre della carne. ” […] “legate ai lombi, le lamine di piombo placavano, a parere degli antichi,le furie di Eros”" (6)

Saturno è un dio romano che una tradizione designa come l’equivalente del dio greco Crono. Nel mito di Crono troviamo che il dio, il più giovane dei titani, mette fine a suo padre Urano evirandolo. Lui stesso sarebbe stato poi mutilato dei suoi genitali dal proprio figlio Zeus e mutilato per una certa tradizione diventerebbe corvo rappresentando così la sublimazione degli istinti.
Per il pensiero ermetico e gli alchimisti Saturno era il piombo. Ma per altri filosofi ermetici rappresentava la materia putrefatta, l’opera al nero, o il vetriolo che separa i metalli. Tutte immagini che indicano una funzione separatrice, la fine e l’inizio di un ciclo. In astrologia Saturno incarna il principio di concentrazione, di contrazione, d’inerzia e la sua influenza fa vivere periodi di prove. È una forza che cristallizza e si oppone al cambiamento. Simbolizza gli ostacoli, la sfortuna, l’impotenza, la paralisi. L’allegoria lo presenta con i tratti funebri di uno scheletro con la falce in mano.  Il lato positivo del suo influsso è che conferisce una profonda penetrazione derivante da lunghi sforzi e corrisponde alla fedeltà, alla costanza, alla scienza, alla rinuncia, alla castità e alla religione. Saturno simbolizza il distacco che acquisiamo attraverso le prove e le rinunce che la vita ci impone. Attraverso questo processo il suo influsso ci aiuta a liberarci della prigione interiore della nostra parte istintiva, degli attaccamenti terrestri, è un freno a profitto della nostra vita intellettuale, morale e spirituale. Se il distacco è eccessivo si arriva però all’annullamento di sé, all’insensibilità, alla freddezza, alla rinuncia totale fino alla depressione, al pessimismo e al rifiuto di vivere.
Notiamo che nel proving non sono emersi sintomi di vera malinconia o depressione, piuttosto il lato positivo di Saturno: la concentrazione, la spinta calma, la saggezza, l’autorità morale [se la sperimentazione fosse durata più a lungo sarebbero emersi i dati depressivi].
È interessante notare inoltre che,  in relazione al parroco del sogno del N° 24, per la fisiognomica il tipo Saturno è alto e magro, con ossa prominenti, curvo, il viso ovale, la fronte alta e bombata, di aspetto decisamente intellettuale.

Questa esperienza sembra convalidare la visione tradizionale di una sostanziale identità tra micro e macrocosmo. Una visione che si è persa definitivamente nel diciottesimo secolo a causa dell’illuminismo e dell’emergere delle scienze naturali tra cui la chimica moderna. L’alchimia, scienza ermetica in cui inizialmente scienza empirica e filosofia mistica erano indifferenziate,  è andata lentamente declinando a causa della propria oscurità. La chimica si è separata dalla filosofia, dall’esperienza interiore. Possiamo dire a buon diritto che con l’omeopatia Hahnemann ha ricostituito questa unità tra macro e microcosmo, tra natura e uomo.  L’uomo attraverso la sostanza dinamizzata ne sperimenta le qualità psicologiche e quindi ne rivela il valore intimo, l’anima.


Bibliografia:
1. Burkhardt T., L’Alchimia, Azoth, Lugano, 1976
2. Chevalier, J., Gheerbrant A., Dictionnaire des Symboles, Robert Laffont, Parigi,1982
3. Graves R., I miti greci, Longanesi, Milano, 1983
4. Jung C.G., Psicologia e Alchimia, Boringhieri, Torino, 1981
5. Pereira M., Arcana sapienza. L'alchimia dalle origini a Jung, Carocci, Roma, 2001
6. Vannier L., La Typologie, Doin, Parigi, 1976
7. Zolla E., Le meraviglie della natura, Bompiani, Milano, 1975