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Stannum metallicum

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Stannum metallicum

Etymology

"containing tin," 1790, from Mod.L. stannum, from L.L. stannum "tin" (originally an alloy of silver and lead), a scribal alteration of L. stagnum, probably from a Celt. source (cf. Ir. stan "tin," Cornish, Bret. sten, Welsh ystaen). The L. word is the sostannic  urce of It. stagno, Fr. étain, Sp. estaño "tin."

Family

Traditional name

Italian: Stagno
English: Tin

Used parts

Trituration 1x

Classification

Minerals; Inorganic; Column Four

Keywords

carbonicum

Original proving

Hahnemann introduced this metal in Homoeopathic practice. Allen's Encyclop. Mat. Med. Vol. IX, 129.

Description of the substance

A silver white lustrous, soft, very malleable and ductile metal; only slightly tenacious, easily powdered. When being bent, emits the crackling, 'tin cry'. Stable in air, but when in powder form it oxidises, especially in presence of moisture. Insoluble in water and alcohol but soluble slowly in cold dilute hydrochloric acid, dilute nitric acid and in hot sulphuric acid; readily dissolved by concentrated hydrochloric acid. The precipitated metal is used for trituration.

Tin has the chemical symbol Sn.  Its atomic number is 50, and its atomic weight is 118.710.  At 20ºC, tin has a density of 7.2984 grams per cubic centimeter.  The difference between its melting point, 231.9ºC, and its boiling point, 2270ºC, is one of the widest of any metal.  Tin is also very malleable--that is, it can easily be formed into complex shapes.  These and other properties of tin enable it to be used in the manufacture of an extremely wide variety of products.  

Where tin is found.  Tin makes up only about 0.001 percent of the earth's crust.  As a result, the amount of tin mined annually is very small compared with other commonly used metals.  Most known deposits of tin are in the Southern Hemisphere.  The United States has none large enough to mine.  

The principal tin ore is a compound of tin and oxygen called cassiterite.  
Cassiterite, pronounced kuh SIHT uh ryt, is the only important ore mineral of tin.  It is sometimes called tinstone.  Cassiterite usually has a slight metallic luster, with a brown or black color.  Cassiterite usually occurs in veins associated with quartz, and it is found either in or near granite rocks.  Countries that are major producers of cassiterite include Brazil, Bolivia, China, Indonesia, Malaysia, and Thailand.  
Some tin ores contain sulfur and small amounts of such other metals as copper, iron, and lead.  Tin deposits sometimes occur as narrow veins that run through granite.  More than 80 percent of tin ore, however, is found in plains, where flowing water has deposited bits of eroded granite and ore.  

China is the world's leading producer of tin.  Other important tin-producing countries include Brazil, Bolivia, Indonesia, Peru, and Portugal.  

Refining tin.  Tin is produced by heating cassiterite with coal and limestone in a special furnace.  After this process, called smelting, the tin is refined to a higher purity--usually to a purity of 99.8 percent.  For details on refining, see METALLURGY (Extractive metallurgy).  Most pure tin is cast into ingots (bars) that weigh about 100 pounds (45 kilograms).  


ITA
Elemento chimico di simbolo Sn, numero atomico 50 e peso atomico 118,7, conosciuto fin dal 1600; appartiene al quarto gruppo, primo sottogruppo del sistema periodico degli elementi, ha dieci isotopi stabili e uno leggermente radioattivo. A partite dal 1950 sono stati preparati 17 isotopi artificiali, tutti radioattivi (lo stagno è l’elemento più ricco di isotopi). Non molto diffuso in natura (0,004% della crosta terrestre), si trova in giacimenti a volte abbastanza abbondanti sotto forma di cassiterite. Noto fin dalla preistoria, veniva usato per preparare leghe del tipo del bronzo. Metallo bianco-argenteo, fonde a 231,9 °C, bolle a 2270 °C, ha peso specifico 7,311 (stagno bianco) e 5,85 (stagno grigio); resiste agli agenti atmosferici e solamente ad alte temperature reagisce con l’ossigeno formando l’ossido. È assai malleabile intorno a 100 °C; lo si può ottenere in fogli sottilissimi (stagnola) e trafilare. È attaccato dagli acidi nitrico e cloridrico a freddo, dalle basi a caldo formando gli stannati; esiste in tre modificazioni allotropiche: bianco tetragonale, grigio cubico, rombico. Lo stagno si estrae dalla cassiterite arricchendo dapprima il minerale mediante levigazione, quindi arroventandolo a oltre 1110 °C per eliminare eventuali impurezze di arsenico e zolfo, infine riducendo con carbone. Lo stagno grezzo così ottenuto si purifica per fusione. Lo stagno dà due tipi di composti; negli uni esso si comporta come metallo (catione), negli altri ha comportamento non metallico ed è il costituente di un anione. In entrambi i tipi presenta valenza due e quattro, formando composti stannosi e stannici rispettivamente. Tra i composti del primo tipo si ricordano: il cloruso stannoso, SnCL2, che si prepara facendo reagire lo stagno con acido cloridrico e si impiega in chimica analitica per le sue proprietà riducenti; il cloruro stannico, SnCL4,che si prepara facendo passare una corrente di cloro sul cloruro stannoso; si usa in tintoria per aumentare la lucentezza e il corpo della seta; il solfuro stannico, SnS2 (detto oro musivo), che si ottiene per riscaldamento dell’amalgama di stagno con zolfo e cloruro d’ammonio; si presenta in scagliette giallo-lucenti simili all’oro e si usa per dorare cornici e oggetti di legno, sebbene oggi si preferiscano leghe metalliche di alluminio e rame. L’ossido stannico, SnO2 costituisce il minerale cassiterite e si può preparare riscaldando lo stagno in corrente di ossigeno; viene impiegato per la preparazione dei composti di stagno, per vetri e smalti ceramici. Per la sua inalterabilità, lo stagno viene usato per ricoprire all’aria o agli agenti chimici. Trova inoltre impiego nella preparazione di leghe come i bronzi (rame e stagno), amalgama di stagno (mercurio e stagno), leghe tipografiche (stagno, piombo e antimonio), i peltri, le bronzine e, in genere, tutte le leghe bianche e i metalli antifrizione. La stagnola, fogli sottilissimi di stagno che servivano un tempo per la conservazione di sostanze alimentari, è oggi per il suo alto costo sostituita da fogli di sostanze plastiche o alluminio. Le sbarrette per saldatura rappresentano un altro consistente impiego dello stagno, essendo costituite in parti eguali da stagno e piombo.