SALUTE, MALATTIA, GUARIGIONE E LEGGE DEI SIMILI IN RELAZIONE A ENTROPIA, NEG-ENTROPIA E TEORIA DELL'INFORMAZIONE

 

Riccardo Tomassini

 

Queste riflessioni non hanno la pretesa di costituire un contributo "scientifico" in senso stretto utile alla Medicina Omeopatica, ma vogliono piuttosto stimolare delle riflessioni con l'intento di allargare l'orizzonte dei nostri pensieri. La Medicina Omeopatica si basa su principi che hanno valore anche al di fuori di essa: per questo se andiamo a curiosare in altri campi del sapere, spesso scopriamo collegamenti che alla fine giovano all'omeopatia stessa e rafforzano i pilastri concettuali su cui essa poggia.


Possiamo analizzare argomenti di interesse scientifico per metterli in relazione con i concetti omeopatici; vedremo che questi ultimi ne saranno valorizzati, risultando coerenti con temi solo in apparenza distanti.
Vale la pena introdurre elementi di termodinamica e di teoria dell'informazione perchè possono essere collegati con vantaggio ad aspetti prettamente omeopatici.

La termodinamica e il concetto di entropia

Il primo principio della termodinamica stabilisce che l'energia non si crea nè si distrugge, ma resta costante nell'universo, anche se può trasformarsi.
Il secondo principio sancisce il concetto di irreversibilità, secondo cui l'energia totale resta costante ma si degrada verso forme meno utilizzabili (da energia meccanica a calore). Si deve a Clausius l'introduzione del concetto di entropia; egli enunciò che "l'energia dell'universo è costante mentre l'entropia dell'universo aumenta".


Alla degradazione dell'energia corrisponde un aumento di disordine del sistema: più il sistema è disordinato, più significa che la sua energia è scadente e inutilizzabile. È facile verificare che il disordine è più probabile dell'ordine: durante la degradazione aumenta l'entropia, e via via aumenta il disordine. Quindi ,tra le tante definizioni, possiamo anche dire che l'entropia è una misura del disordine di un sistema, universo compreso.


Affermando che l'entropia dell'universo tende ad aumentare si intende dire che l'universo va a disporsi nello stato più probabile, che è quello di massimo disordine.
L'entropia oltre a essere "misura del disordine" è anche misura della qualità dell'energia disponibile; uno stato molto ordinato, a bassa entropia, contiene energia pregiata, perchè più utilizzabile; uno stato disordinato contiene molta entropia e una energia poco o nulla utilizzabile: è la "morte termodinamica dell'universo", che rende percepibile il senso dello scorrere inesorabile del tempo in una sola direzione: ovvero l'irreversibilità di un fenomeno. Quanto meno a livello macroscopico.


Nei processi energetici si perde l'ordine interno al sistema senza che si possa tornare indietro; disordine, massima entropia, coincidono con lo stato che ha minori potenzialità intrinseche perchè ha "esaurito" l'energia più pregiata che possedeva, cioè proprio il suo ordine interno.

L'informazione e la neg-entropia

L'entropia è anche legata al concetto di informazione, al "contenuto di notizie" di un sistema. Maggiore è l'ordine, maggiore è l'informazione, minore è l'entropia. L'informazione è chiamata anche entropia negativa (neg-entropia) perchè sopprime incertezza e mette ordine e in generale informazione è tutto quello che consente di ridurre il grado di incertezza.
E.H. Hutten intende per informazione   "... innanzitutto  una sequenza di segnali disposti in un ordine determinato in modo da trasportare un messaggio. Diremmo, in genere, che quanto più nuovo o inaspettato è il messaggio, tanto maggiore è l'informazione che riceviamo da esso".


L'informazione si può considerare come una misura del livello di organizzazione di un sistema ed è inversamente proporzionale all'entropia: se l'entropia misura l'aumento dell'incertezza, l'informazione misura la sua riduzione.

Una contraddizione solo apparente

Un aumento di informazione è in grado di ridurre l'entropia di un sistema; può mettere ordine dove prima c'era disordine e in apparenza c'è contrasto con il II principio della termodinamica. In realtà il messaggio informativo richiede energia e anche se l'entropia si riduce localmente, il bilancio globale sarà sempre in armonia con il II principio. Perchè una informazione sia efficace deve ovviamente dire qualcosa di nuovo, si deve affidare a un messaggero adeguato alle necessità e deve poter essere letta, cioè decifrata e compresa dal sistema ricevente.

L'esame dei principi omeopatici

Vediamo ora le possibili applicazioni in tema di salute, malattia e guarigione.
L'essere vivente è una struttura infinitamente complessa e articolata il cui perfetto funzionamento presuppone un’alta organizzazione e un principio ordinativo che dia coerenza all'insieme (se vogliamo ampliare l'orizzonte possiamo parlare di una finalità nella persistenza).
Un essere vivente è ben lontano dall'equilibrio inteso come equilibrio termodinamico, energia inutilizzabile, massimo disordine, massima entropia, minimo contenuto informativo; anzi possiamo dire, senza confonderci in un gioco di parole, che quando l'essere vivente funziona bene, vive in uno stato di massima organizzazione e di massimo "ordine vitale" ed è allora in quello stato di equilibrio che per l'omeopata significa salute; questa condizione di equilibrio vitale è la più distante dal concetto di equilibrio termodinamico, che invece coincide con la morte.

La salute

L'essere vivente in salute è quello che vive nello stato di massimo ordine e di minimo livello entropico: si considera quindi neg-entropico, un'isola di ordine in un mare di disordine e contiene pertanto anche una grande quantità di informazione.
E.H. Hutten dimostra che la spiegazione informazionale si rende necessaria solo per sistemi ad elevato grado di complessità, cosa che dipende dal numero delle entità componenti il sistema, dalle loro correlazioni e dalla interazione con lo sperimentatore che procede allo studio. Gli organismi viventi possiedono elevata organizzazione e grande complessità, perciò la teoria dell'informazione è adatta allo studio in campo biologico.


Si tratta di temi di grande interesse che trovano spiegazioni convincenti nella teoria del Caos e nello studio delle strutture dissipative: anche se sono argomenti che esulano da questo contesto, il concetto di struttura dissipativa è importante per lo sviluppo del discorso. Strutture dissipative sono quei sistemi aperti (che scambiano cioè materia, energia e informazione con l'esterno) che sussistono lontani dall'equilibrio termodinamico, in un continuo divenire che implica una grande spesa energetica, ma che consente di trovare condizioni transitorie di organizzazione in cui il contenuto di ordine aumenta: si tratta perciò di strutture neg-entropiche.

 

Gli esseri viventi possiedono tutte le caratteristiche per essere considerati strutture dissipative e quello che ora più ci interessa è che la conservazione dell'ordine ha un prezzo energetico elevato; come accade per il messaggio informativo, anche la capacità organizzativa è un fenomeno naturale che però contrasta con il II principio. Il contrasto locale non contraddice la tendenza generale perchè l'isola di ordine si stabilisce a prezzo di una crescita circostante di disordine e il bilancio globale porta un aumento di entropia.


L'ordine e la ricchezza di informazione, che coincidono nel vivente con lo stato di salute, impongono una grande spesa energetica che serve ad opporsi localmente alla tendenza globale al disordine dell'universo.

La malattia

Allo stesso modo affrontiamo il tema della malattia, che si può considerare senza difficoltà come una perturbazione che genera disordine all'interno di un vivente e porta scompiglio nella sua delicata organizzazione.
In senso termodinamico vediamo che la malattia agisce nella stessa direzione della tendenza universale: aumenta il disordine e l'entropia del sistema e "sperpera ricchezza informativa". La malattia, qualunque sia la forma concettuale che vogliamo dare a questa parola, porta disordine e per ottenere questo risultato spende certamente meno energia rispetto a quanta se ne spende per conquistare e mantenere l'ordine relativo che corrisponde alla salute.


Non si deve cadere nell'errore di concepire la malattia come un evento fisiologico; la salute altrimenti andrebbe considerata antifisiologica mentre è fisiologica come lo sono vita e morte. La malattia può essere letta come un evento naturale ma patologico perchè imprime una spinta prematura verso il dis-equilibrio; essa sfrutta leggi della natura che le consentono di raggiungere effetti evidenti con poca spesa energetica.

 

Sia l'ordine che il disordine sono condizioni naturali, sia la vita che la morte, ma è indubbio  che è più facile fare disordine che mettere ordine così come è più facile ottenere la morte che non partecipare alla costituzione della vita.
Con un linguaggio informazionale diremo che l'informazione patologica può essere anche povera di contenuto, cioè relativamente povera di energia, perchè sfruttando la tendenza entropica universale utilizza una strada facilmente percorribile. L'energia del messaggio patologico è impegnata soprattutto a far sì che l'informazione sia letta, decifrata e compresa dall'organismo vivente che la riceve.

Il concetto di guarigione e la legge dei simili

Il concetto di guarigione diventa ora più facilmente analizzabile: è necessario ristabilire la salute, cioè le condizioni di ordine relativo; bisogna sfruttare ancora una volta una possibilità della natura che permette l'esistenza di zone di ordine crescente, ma il costo energetico è assai elevato: per questo motivo è più facile ammalare che non guarire. La guarigione è un evento neg-entropico, mentre la malattia è entropica.
È verosimile ipotizzare che il rimedio omeopatico sia in grado di agire in senso neg-entropico affiancandosi allo sforzo di guarigione naturale e assecondandolo.

 

Il rimedio omeopatico si prepara fornendo l'energia ottenuta con il processo di dinamizzazione; molti autorevoli lavori portano convincenti argomenti che fanno pensare all'esistenza di un processo ordinativo nella struttura del solvente (acqua/rimedio).

 

Il rimedio omeopatico sarebbe allora neg-entropico e di fatto è portatore di ordine e per questo può affiancarsi al processo di guarigione. Sappiamo però che solo il rimedio ben scelto ottiene un risultato valido: la relazione forzosa tra perturbazione presente e rimedio adeguato a ristabilire l'ordine è la legge dei simili. Dove c'è ordine c'è informazione, cioè la traccia di un messaggio che è stato in grado di portare informazione e pertanto meno disordine in un sistema ricevente. In tal senso il rimedio, con il suo ordine intrinseco, si può considerare un messaggio informativo capace di dare al vivente una energia ordinativa, sempre che il vivente sia in grado di decodificare il messaggio.


La legge dei simili è la legge universale che appare come chiave di lettura per tradurre il codice informativo del rimedio a vantaggio dell'individuo malato. L'informazione energetica ordinativa specifica di ogni singola sostanza preparata con metodo omeopatico ripristina lo stato di salute quando corrisponde, cioè quando è legato da una relazione di similitudine, allo specifico modo di essere lontano dall'ordine di ogni singolo essere vivente.

 

Rispettando la legge dei simili l'informazione ordinativa può essere letta e compresa e può così ridurre o colmare il disordine specifico che si è sviluppato. Quando manca la relazione di similitudine, manca l'anello di congiunzione tra rimedio e organismo malato. Il messaggio ordinativo del rimedio trasporta allora informazioni che restano intraducibili per l'essere vivente che lo riceve e l'energia va sprecata, perchè non riporta all'ordine desiderato, cioè allo stato di salute.


La legge dei simili pertanto appare di importanza fondamentale e acquista valore ancora più ampio se letta e interpretata attingendo alle conoscenze della fisica moderna.