AGROECOLOGIA E OMEOPATIA

L’agroecosistema è un ecosistema modificato dall’uomo ai fini produttivi ed è costituito dall’ambiente pedoclimatico, dai vegetali e dagli animali; esso basa il suo equilibrio su un complesso insieme di relazioni reciproche fra i vari componenti e questo concorre al mantenimento della salute animale.

L’allevamento degli animali, fondamentale per il mantenimento della naturale fertilità del suolo, si deve inserire in maniera equilibrata nell’ambiente per cui la superficie destinata agli animali deve essere in relazione al numero di capi allevati, in modo che le due componenti, animale e vegetale, si integrino stabilmente. In questo contesto, le esigenze fisiologiche ed etologiche degli animali possono essere opportunamente garantite.

Nell’applicazione del metodo omeopatico negli animali di interesse zootecnico, il veterinario deve condurre, quindi, una valutazione non solo clinica ma anche agroecologica dell’intera azienda zootecnica. Tale lavoro richiede lo studio di tutti gli elementi che compongono il sistema, ottenibile attraverso una efficace comunicazione con l’imprenditore e col personale dell’azienda.

La particolare vocazione di zone collinari e montane all'allevamento biologico e agroecologico, permette la salvaguardia e l’utilizzo di razze rustiche che, grazie all’utilizzo dei pascoli, garantisce di ottenere produzioni “di qualità”. Infatti, da parte dei consumatori sensibili alle produzioni ecosostenibili, vi è una forte domanda di prodotti animali che scaturiscano da sistemi produttivi rispettosi dell’ambiente e del benessere animale.

 

 

BENESSERE ANIMALE E OMEOPATIA

L’interesse verso il rispetto del benessere animale risale al 1964 quando fu pubblicato in Gran Bretagna il libro di Ruth Harrison “Animal machines”.

Il concetto di benessere animale ha subito negli anni una caratterizzazione sempre più accurata; in un primo momento l’attenzione è stata rivolta esclusivamente verso la condizione fisico-sanitaria degli animali allevati per poi prendere in esame anche quella “mentale” o psicologica, nonché l’armonia tra animale ed ambiente esterno.

Le così dette Cinque Libertà proposte da Brambell e riassunte nel British Animal Welfare Council del 1979 toccano tutti i punti critici ritenuti indispensabili per la vita di ogni animale in un allevamento: libertà da fame, sete e malnutrizione; libertà dal dolore, lesioni o malattie; libertà di disporre di un riparo appropriato e confortevole; libertà dalla paura e dallo stress; libertà di attuare modelli comportamentali normali.

I diversi tipi di approccio al benessere animale, si conciliano integrando due diversi aspetti che coesistono nel concetto di benessere: quello più legato al rispetto delle necessità fisiologiche, vitali per l’animale, l’altro più connesso agli aspetti psico-comportamentali.

Nell’ottica dell’applicazione di un approccio terapeutico di tipo olistico quale quello omeopatico, la valutazione dello stato di salute deve comprendere il livello di benessere del paziente. La guarigione in omeopatia infatti, non riguarda solo il superamento della forma patologica in atto ma anche il recupero di uno stato di equilibrio con l’ambiente, la maggiore presenza di emozioni positive e il ristabilimento delle diverse funzioni organiche. Più semplicemente, si può dire che l’animale curato omeopaticamente è più “felice”, manifesta maggiore desiderio di gioco, vivacità, tende a disperdere meno energie in conflitti ed attività a sfondo nevrotico e stabilire relazioni più costruttive e armoniose sia coi soggetti della sua stessa specie, sia con animali di altre specie che con l’ambiente in generale.

Negli animali da allevamento è sempre più concordemente riconosciuta la necessità di garantire le condizioni di benessere zootecnico, in grado di indurre la massima capacità produttiva quantitativa e qualitativa, senza indurre manifestazioni patologiche o turbe comportamentali che possano alterare l’equilibrio fisiologico degli animali.

 

 

ETOLOGIA E OMEOPATIA

L’etologia si basa sullo studio dei meccanismi attraverso i quali l’animale interagisce con l’ambiente esterno tramite gli istinti e le componenti apprese. L’ambiente rappresenta una fonte continua di stimoli alla quale l’individuo risponde cercando di volta in volta la modalità più adeguata. La risposta che l’animale formula è di tipo specie-specifico e individuale.

L’omeopatia studia l’individuo e le sue modalità di adattamento alle perturbazioni dell’ambiente, sia esterno che interno. Ogni volta che si verifica una situazione che allontana il soggetto dall’equilibrio, in esso si mettono in moto dei meccanismi che tentano di ristabilire lo stato di benessere alterato. Queste strategie adattative sono diverse da specie a specie e da individuo a individuo e ne forniscono un inquadramento specifico, che è lo strumento che l’omeopatia utilizza per trovare il rimedio che più corrisponde al soggetto.

Da questo emerge come la componente etologica, sia nella relazione coi conspecifici (comportamento sociale intraspecifico), sia nei confronti di altre specie (comportamento sociale interspecifico) risulti fondamentale nell’applicazione del metodo omeopatico.

L’etologia inoltre aiuta l’omeopata a dare una corretta lettura dei sintomi omeopatici ed è fondamentale

 

 

ZOOANTROPOLOGIA E OMEOPATIA

La zooantropologia ha come obiettivo lo studio dell’interazione tra l’uomo e l’animale sotto il profilo psicologico, pedagogico e etico. Lo scopo è l’analisi del rapporto uomo-animale in tutte le sue componenti, mirando a renderne più comprensibile la struttura, i fattori che lo regolano, le diverse tipologie riscontrabili nella nostra società, le possibili devianze ed i rischi connessi.

Il veterinario omeopata che voglia applicare in profondità la legge dei simili deve conoscere, saper osservare e comprendere il rapporto uomo-animale, in quanto la sofferenza degli animali domestici è strettamente interconnessa al loro rapporto con l’uomo.

E’ l’uomo infatti che determina e gestisce in larga parte il loro ambiente, le loro abitudini, le loro relazioni sociali intra o interspecifiche.